La rabbia di De Sanctis: “Mi sento tradito da un amico”

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Tonino Salvi portava a Castelvolturno pacchi di pasta e prosciutti dall’Abruzzo. E le sue credenziali erano piuttosto rassicuranti: membro del Corpo Forestale dello Stato. Morgan De Sanctis, il portiere della Nazionale, lo aveva proposto: si fidava di lui, trattava i suoi muscoli, lo conosceva da anni. O almeno, credeva di conoscerlo. L’inchiesta proverà la colpevolezza o l’innocenza del massaggiatore, ma nel frattempo la fiducia è morta e sepolta: De Sanctis non può perdonare. La delusione Il portiere di Guardiagrele, abruzzese come lui, ieri è stato mitragliato dai media: «Mi spiace, ma non posso parlare: parlerà il Napoli con un comunicato». E arrivederci. Morgan è al Sestriere, in attesa della sfida in programma domani con la Svizzera e della partenza per il Mondiale, ma questa storia ricorre: l’ha subita, c’è poco da fare. L’ha subita perché era all’oscuro di tutti i coinvolgimenti contestati a Salvi dai Nas di Padova: li ha scoperti l’8 maggio, quando è stato convocato a Roma per deporre come persona informata sui fatti. Come altri quindici compagni di squadra, i medici sociali De Nicola e D’Andrea, il tecnico Mazzarri e il ds Bigon. De Sanctis, dicevamo. Che ha preferito trincerarsi dietro un logico silenzio, ma che agli amici ha confidato già all’epoca dei fatti la sua delusione: tremenda, spietata, perché delle presunte attività parallele del conoscente, e della mistura doping-ciclismo, non era a conoscenza né ha mai sospettato alcunché; perché lo considerava un amico e un professionista fidato, oltre che un valido terapista, ed è stato tradito. Sapeva, come tutti, che aveva lavorato nel mondo del ciclismo, ma ignorava le contestazioni dei Nas. Conosceva uno sconosciuto. La società Anche il Napoli definisce Salvi un semi-sconosciuto: «Veniva saltuariamente, ma io non ne so nulla: è arrivato qui quando io non c’ero», dice il ds Bigon. In effetti, sembra che la prima apparizione informale dell’indagato in tuta risalga alla vigilia delle prime partite di campionato, mentre la prima e unica trasferta cui ha partecipato è datata con certezza 18 aprile 2010: a Bari. La posizione ufficiale del club si esaurisce in un comunicato stampa che specifica l’estraneità soprattutto in un paio di passaggi: «Il consulente non ha mai operato per conto del Calcio Napoli, avendo svolto, esclusivamente, per un periodo limitato, prestazioni saltuarie in favore di alcuni atleti; senza ricevere compensi e senza essere tesserato». Periodo limitato sarebbe gran parte del campionato, considerando i termini di inizio e fine esperienza. La controversia L’attuale dirigenza racconta che l’introduzione al mondo-Napoli di Salvi sia opera dei predecessori. «Fino a quando sono stato nel Napoli, nessuno, oltre ai membri dello staff, ha mai messo piede nello spogliatoio né trattato i giocatori – spiega l’ex allenatore Roberto Donadoni -. Privatamente, però, ogni calciatore può fare ciò che vuole: ero a conoscenza di un amico di De Sanctis, ma non l’ho mai visto». Anche l’ex dg Marino ribadisce i concetti: «Non conosco neanche il personaggio in questione: è arrivato quando sono andato via, evidentemente».

Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte: Il Mattino



9 Commenti

  1. Ragazzi fate attenzione
    Meglio fare un campionato mediocre , che fare una figura di C…A come ha fatto la RUBENTUS davanti a tutto il mondo
    Percio’ state attenti a tutti quelli che vi girano intorno ,perche’ certa gente non vede l’ora di fare fare la stessa fine anche agli altri
    stat v accuort

  2. nonapena facciamo qualcosa di buono a napoli c è sempre qualcuno che ci vuole mettere i bastonitra le ruote ma .. il nostro napoli è PULITO……..

  3. Vorrei proprio sapere da de sanctis cosa gli avrebbe nascosto salvi.Sai a sentirsi tradito dovrebbe essere antonio e non tu. E’ stato accusato,ma non ancora condannato,dove sono le prove? Ma soprattutto dov’è l’amicizia? Fino a che una persona fa comodo è un amico, appena iniziano i i problemi viene allontanato,non mi sembra un attegiamento corretto.Per noi sportivi le sue mani e solo le sue mani sono un dono di Dio!
    Vergognatevi!

  4. a distanza di 2 anni è stato condannano, anche nel napoli si fa uso di doping facciamocene una ragione e ringraziamo la gazzetta che siccome non siamo la juve non ci sputtana.
    Il silenzio dei media, oggettivamente, è imbarazzante…

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