Calcio e doping, indagine dei Nas sul Napoli

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Interrogati a Roma come testi dirigenti e giocatori del Napoli. Sotto controllo i rapporti con un massaggiatore finito nello scandalo ciclismo.
Aperta due anni fa sui misteri del ciclismo, un’inchiesta sul doping tocca Napoli. Indaga la Procura di Padova, è impegnata tutta la sezione speciale dei Nas. Venti tra dirigenti, medici e giocatori sono stati già interrogati in segreto l’11 maggio a Roma dai carabinieri in camice bianco diretti dal colonnello Antonio Amoroso, vicecomandante nazionale, nella sede centrale dell’Eur in piazza Marconi. I giocatori del Napoli figurano come testimoni in questa fase, nessuna responsabilità è stata finora loro contestata. Nessuno dei tesserati è indagato. Ma hanno tutti risposto a domande molto delicate.

I magistrati e i Nas sono arrivati anche al Napoli seguendo le tracce di un massaggiatore coinvolto in inchieste sui ciclisti, in particolare sullo sprinter spezzino Alessandro Petacchi, capitano della "Lampre", 149 vittorie, tra le più importanti la Milano-Sanremo del 2005. Il massaggiatore, finito fuori giro, ha tentato di passare dal ciclismo al calcio. Cercava alcuni varchi. Uno l’ha trovato a Napoli: il suo amico Morgan De Sanctis. Nella complessa trattativa per il suo passaggio a Napoli la scorsa estate, con il lungo conflitto sulla cessione dei diritti di immagine, il portiere pretese un massaggiatore di sua fiducia. Era d’accordo l’ex direttore generale, Marino. Informato Donadoni.

Il terzo portiere della Nazionale lo conosce da sempre. È abruzzese come lui, nato a Guardiagrele, provincia di Chieti. Il nome del paramedico, sembra sprovvisto di diploma per l’Italia, non è rivelato dagli inquirenti. Ha lavorato nel ciclismo ma anche con una squadra di calcio, abruzzese, torneo interregionale. Il massaggiatore non è stato mai tesserato dal Napoli. Non poteva essere inserito nei quadri, neanche se la società glielo avesse richiesto. Non ha i requisiti richiesti dalla Federcalcio. De Sanctis si fida però solo di lui. E lo avrebbe presentato ad alcuni compagni, descrivendolo come un mago. Sono figure e leggende ricorrenti nel calcio. Uno di questi era Spialtini, massaggiatore di ballerine (Carla Fracci) e della Juventus. Sivori contestò la Federcalcio: proibì l’imbarco di Spialtini per il Cile, Mondiali 1962. Sivori era furibondo. Per anni alcuni calciatori hanno avuto recuperi lampo volando il sabato di nascosto nelle Marche con jet privati. Anche la scaramanzia gioca in favore di personaggi dubbi: medici e infermieri occulti, come cartomanti e maghi. È ormai letteratura, il calcio non è fatto solo di gol. Il Napoli ha sempre sbarrato l’ingresso ai non tesserati. Il massaggiatore privato operava nelle camere del ritiro di Castel Volturno. Ma anche in casa. Dai controlli risultano sue presenze in un albergo di Posillipo.
La Procura di Padova, diretta da Mario Milanese, ha imposto una cortina di silenzio su tutta l’attività investigativa. Un rigore che conferma quanto sia delicata l’indagine. Anche altre squadre in segreto si sono rivolte all’ex massaggiatore dei ciclisti, per le terapie e i consigli. Il capo dei pm di Padova, Mario Milanese, segue con il suo aggiunto Matteo Stuccillo le indagini, avviate prima del suo arrivo. Il fascicolo con i primi indagati (08/…) è infatti del 2008.

Il punto: quali sono i rapporti del massaggiatore braccato dai Nas nel calcio? Ha dato sottobanco farmaci innocenti o sostanze in grado si eludere i controlli? Petacchi fu squalificato nel 2007. Prosciolto dai giudici ordinari, avendo dimostrato che il "salbutamolo" era il suo antiasmatico, fu condannato a Losanna dal tribunale dello Sport. Dell’indagine non è ancora informato neanche il rigoroso presidente della Commissione federale antidoping, Giuseppe Capua. Neanche il Napoli si espone. Nei libri contabili, esaminati poco fa dalla tributaria in una verifica simultanea a Castel Volturno e nella sede di Filmauro, non risultano compensi né rimborsi.
Il Napoli è entrato nell’inchiesta il 9 maggio scorso, quando il colonnello Eduardo Di Gregorio con un carabiniere in divisa (passato inosservato, presta servizio allo stadio) e due in borghese, ha avvicinato il direttore sportivo Riccardo Bigon alle 17.30. Era da pochi minuti finita la gara con l’Atalanta. Il Napoli aveva appena conquistato con una settimana d’anticipo il sesto posto e la qualificazione all’Europa League.
Bigon apparve molto turbato. Chiese un rinvio. Gli fu notificata invece la convocazione per le ore 11.30 di martedì 11 maggio. Venti i nomi della lista. Il primo, proprio il suo. Riccardo Bigon. Seguivano quelli del medico sociale Alfonso De Nicola, del fisiatra Enrico D’Andrea, quindi il magazziniere Tommaso Starace e 16 giocatori. Primo della lista, De Sanctis. Poi tutti gli altri. Tranne Dossena, Cigarini, Maggio e Santacroce. Non si sono presentati l’11 maggio in due, saranno ascoltati presto. Magari con l’allenatore Mazzarri assente nella prima notifica.

Il Napoli tace o nega. Chi in modo goffo, chi si rende irreperibile. I Nas, con pedinamenti e intercettazioni, avrebbero annotato anche i pacchi di pasta abruzzese che il massaggiatore consegnava al suo arrivo ad alcuni calciatori. Hanno creato anche qualche equivoco. "Vengo sabato e ti porto un pacco…" diceva il massaggiatore, sempre in cerca di amici. Sembra che i giocatori a titolo personale si siano segretamente tassati per rimborsare le spese di viaggio. L’inchiesta dovrebbe concludersi dopo i mondiali, anche se la Procura di Padova smentisce una voce: che vi sia una tregua per non interferire con le gare in Sudafrica. L’estremo riserbo dei magistrati conferma invece quanto sia delicata l’indagine. Se fossero in vigore i limiti alle intercettazioni, sarebbe stato impossibile per pubblico ministero e carabinieri proteggere il calcio, dopo il ciclismo, dalle insidie del doping.

Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte: napoli.repubblica.it

 



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