Mazzarri a 360°

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Conquistata l’Europa League con due giornate d’anticipo, l’allenatore toscano guarda alla prossima stagione: "Dovremo allargare la rosa, giocare su più fronti è massacrante. Con De Laurentiis e Bigon ci incontreremo a giorni per mettere a fuoco strategie e nomi". Ma intanto strizza l’occhio all’attaccante nerazzurro.

"Ho un rapporto talmente importante con la città, con il presidente De Laurentiis, con tutti le componenti del club, che non voglio pensare a cose diverse che non siano Napoli. Abbiamo iniziato un bel progetto, vorrei portarlo avanti, cosciente delle difficoltà che ci saranno il prossimo anno. Napoli è un’esperienza affascinate, non si può lasciarla così presto". Lo ha detto Walter Mazzarri nel corso di una videochat con Gazzetta.it, ripercorrendo la stagione del club campano. "Saremo in primo piano anche in Europa? Difficile dirlo ora, bisogna parlare con il presidente De Laurentiis e fare il punto, una strategia per il prossimo anno. I tempi, i modi e le risorse spettano sempre alla società. In base a cosa fare sarò più preciso in seguito. Si punta ad un bomber da 20 gol? Ogni allenatore vorrebbe poter contare su giocatori al top. Le risposte dovrà darle la società. Si leggono tanti nomi, giocatori che comportano investimenti di altissimo livello. Dove i ruoli con maggiori rinforzi? Credo che per onorare al meglio le tre competizioni ci vuole un organico più consistente. Chiaro che almeno un giocatore per reparto per dare più consistenza al Napoli dovrebbe esserci. In questa settimana ci incontreremo e poi ne riparleremo, quando le linee programmatiche saranno completate". Insomma, non c’è il tempo per godersi il record assoluto di punti da quando la vittoria vale tre punti (59 il traguardo tagliato), o i 13 punti più dell’anno scorso, o la grande rimonta dal quart’ultimo posto della sesta giornata (ultima della gestione-Donadoni) che già il futuro bussa alle porte. O meglio irrompe, con la cuoriosità e il calore di tifosi e appassionati (oltre mille le domande arrivate!), che vogliono conoscere i nomi dei neo-arrivi già annunciati dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Ma Mazzarri non si lascia travolgere, ed anzi alza un catenaccio che è tutto l’opposto del suo credo calcistico.

DA PAZZINI A CASSANO — Il tourbillon di nomi, da Maxi Lopez a Matri, da Gilardino a Iaquinta, impazza, e arriva anche a Pazzini e Cassano: "Il primo aveva già cominciato a ritrovarsi e crescere negli anni passati, quest’anno si è confermato attaccante di prima fascia, penso che Lippi lo porterà senz’altro in Sudafrica: con le sue caratteristiche non vedo nessuno meglio di lui. Quanto a Cassano, alla Samp l’abbiamo riportato ad essere campione, ne posso solo parlare bene. Averlo a Napoli? Certo, Antonio quando sta bene potrebbe far comodo a tutte le squadre più importanti, ma qui già ho Lavezzi, Hamsik, che è giovane ma ha grande testa e talento, e Quagliarella. Il "Pocho" è stato sfortunato, con un infortunio lungo, ha giocato meno del solito, ha eguagliato il record di gol e nel finale si è visto un giocatore più completo. Ma ha ancora grandi margini e sono convinto che il prossimo anno farà il salto di qualità e si cosacrerà come campione definitivamente. Se dovesse arrivare un bomber, al di là di chi sia, finché saremo nelle Coppe non ci saranno problemi: chi mi darà più garanzie lo sceglierò nella gara per noi più importante. Non ci sarà un problema di gestione, ben venga la concorrenza più ampia. Anzi una rosa più ampia ci servirà per gestire il triplo impegno che ci attende: sarà durissima giocare giovedì e domenica, dovremo tenerne conto".

DA MOURINHO A BALOTELLI — Un suo estimatore, ma anche tifoso interista, vuol sapere da dove nasce la polemica a distanza con Mourinho: "Ho solo risposto ad accuse, sono stato attaccato, mi sono difeso. Quando ci si difende non si parte per primo. Peraltro prima avevo dato giusto merito a un allenatore che in carriera aveva fatto bene. Ho già detto che voglio chiudere questo discorso. Non voglio tornarci più. Il successo del Napoli? È stato un grande lavoro, con un grande staff, compreso Bigon. Abbiamo lavorato a 360 gradi sul gruppo, come tattica, nel dare un gioco. E continueremo a seguire la nostra linea: a Napoli serve gente motivata, che viene con voglia di fare bene. Mi sento come un direttore del reparto più importante di una società, cerco di far rendere tutto al massimo. Anche nella prossima stagione cercherò di far rendere al massimo i giocatori che mi metterà a disposizione alla società: la loro scelta dipenderà dagli obiettivi e dal budget societario, io sono abituato a lavorare con la squadra che mi viene messa a disposizione. Certo, poi mi piacerebbe che il bilancio finale, anche quello tracciato dai media, considerasse a mo’ di parametri il parco-giocatori di un allenatore, il loro valore e il loro monte-ingaggi e i risultati ottenuti: questi dovrebbero essere i criteri di valutazione della stagione di un tecnico". Le domande sul mercato sono sempre più incalzanti: Balotelli al Napoli? "E’ un grandissimo giocatore, credo che la nostra realtà potrebbe consentirgli di esplodere definitivamente. E’ un talento che farebbe comodo a tante squadre del nostro livello. I giocatori di qualità, forti, si trovano bene, non ho mai avuto con loro problemi di assemblaggio".

BILANCIO E FUTURO — "Quello che abbiamo fatto è qualcosa di straordinario e personalmente mi appaga. Anche se tanti non danno meriti eclatanti, ci si ferma al risultato finale senza guardare al Napoli in che situazione era. Arrivare sesti quest’anno è stato importante, direi eccezionale. Facendo un confronto con tutte le squadre posso dire che siamo la squadra che ha fatto meglio. E la conferma della nostra crescita viene dai punti conquistati in trasferta (24 sui 59 complessivi): prima del mio arrivo il Napoli aveva una tradizione negativa lontano dal San Paolo, io e i miei collaboratori siamo riusciti a dargli una mentalità nuova, a trasmettere alla squadra sicurezza e fiducia e a trasferire sul campo il nuovo atteggiamento, trasformando in buone prestazioni prima di tutto, e poi vittorie e punti. Le punte hanno segnato poco? Non è stato questo il problema, perché il gol non è solo affaire che riguarda gli attaccanti. Preferisco parlare di fase difensiva e di fase realizzativa, ed è sempre tutta la squadra coinvolta in entrambi le fasi".

Fonte: gazzetta.it

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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