Il Commento di Reggina – Napoli

1
50

Il pari è cioccolato amaro per il Napoli e dolce per la Reggina. Si va via dal Granillo con il solo uovo di Paqua, perché la sorpresa la strappa la Reggina che trova un insperato pareggio nel finale proprio con Brienza, ischitano dal cuore azzurro, che ha sempre sognato di giocare col Napoli ed al quale non rimane che gioire dopo il perfetto incrocio dal limite dell’area sul quale nulla può Gianello. Il Napoli, scossosi nel deserto delle emozioni, aveva illuso il suo pubblico con la rete del vantaggio realizzata caparbiamente da Sosa al 76°, un’azione di tango argentino nella quale il “do” di petto è servito dal Pocho in nota d’appoggio al Pampa il quale prima si fa ribattere il tiro da Campagnolo per poi chiudere definitivamente il solfeggio col tap-in vincente. Un pareggio, quindi, col sapore della beffa che rimaterializza quella di Cagliari, quando nei minuti finali gli azzurri si fecero ribaltare il risultato. Così oggi si vede aleggiare lo stesso fantasma, davanti al quale gli azzurri mostrano ancora una volta i loro limiti caratteriali. A nulla serve la rabbia di Reja in occasione del gol del pareggio reggino per la disattenzione difensiva che lascia per strada altri due punti (6 totali tra Cagliari Juve e Reggina), perché la lettura della partita è spietata nei suoi riguardi, atteso quanto di buono si era visto con la Fiorentina, la presenza in campo di Sosa, infatti, non è altro che un netto indirizzo al gruppo a difendersi, fin dall’inizio, dove la testa del Pampa diventa la ricerca della sponda naturale ai soliti lanci salvatutti. Viceversa, la conferma di Calaiò in attacco sarebbe stata un’indicazione chiara per continuare quella ricerca di fraseggio, palla a terra, tale da rendere più probabile la realizzazione di disegni geometrici nei quali Hamsik e Lavezzi meglio avrebbero potuto esaltare le proprie caratteristiche, dando più consistenza, insieme all’arciere, all’attacco che oggi ha marcato il cartellino soltanto in occasione gol del vantaggio. Invece Reja ha costretto prima lo slovacco ad operare esclusivamente in contenimento, fase che non esalta le qualità del ragazzo, poi a Lavezzi nello sfiancarsi inutilmente da prima punta sul quale tra l’altro hanno avuto facilmente buon gioco i difensori amaranto, con interventi spesso fallosi, sorretti anche dall’indulgenza nei loro stessi riguardi mostrata nel secondo tempo dal direttore di gara.
E’ stata una brutta partita, dove lo spettacolo s’è chiamato assente, la Reggina ha cercato di darle ritmo mancando però in termini di qualità, appena accennata dal furetto Brienza, il Napoli, invece, in quanto rinunciatario, ha dato più consistenza alle velleità della squadra di Orlandi che però non ha quasi mai impensierito la retroguardia azzurra, oltremodo coperta dalla collocazione troppo schiacciata del centrocampo, dove gli esterni rimanevano bassi, facendo perdere di conseguenza le distanze dal reparto d’attacco. Conclusioni neanche a parlarne, nel primo tempo non se ne ricordano, nella ripresa soltanto i gol oltre ad un incrocio, sempre di Brienza, che si perde a lato ed un tiro di Hamsik nato dalla combinazione tra Blasi e Bogliacino. A commentare una gara così magra si finisce per scivolare su quello che si sarebbe potuto e dovuto fare, a cominciare dalla necessità di mantenere alto il trend motivazionale del gruppo che con la Fiorentina aveva visto salire, non di poco, il proprio livello di autostima, la guida tecnica invece non si è dimostrata all’altezza in questo, la squadra che Reja tiene saldamente in pugno ha percepito invece il ridimensionamento voluto dal trainer, manifestato ampiamente dal disegno tattico. Certo è che viste le assenze si sarebbe dovuto fare necessità virtù, ma l’atteggiamento rinunciatario degli azzurri non è stato il frutto di una interpretazione dei singoli, ma il rispetto degli ordini impartiti dal furlan al quale la squadra risponde come i soldati al loro caporale. Ma una squadra piccola con le piccole e grande con le grandi è una squadra che al massimo potrà galleggiare a metà classifica, allora risulta buono il punto raccolto, quale piccolo passo verso la salvezza, ma se l’andazzo è purtroppo questo saremo costretti a turarci il naso fino alla fine del campionato, sperando che la nottata con Reja passi in fretta e che le scelte della società siano orientate verso un nuovo allenatore che sappia per il futuro garantire alla squadra gioco e spettacolo, quello che rango, città e tifosi sparsi nel mondo meritano. Abbiamo già sofferto abbastanza. Meritiamo di più!

Antonello Greco

1 COMMENT

  1. Certo che meritiamo di più,sono ridicoli i giornalisti quando a reja chiedono del rinnovo contrattuale,non capisco ma siamo sicuri che per il futuro vogliamo tutti un grande napoli?.Una grande squadra fonda le sue basi prima su una mentalità vincente e poi su ottimi calciatori.A fine campionato via reja e prendiamo un tecnico giovane e di carisma.A marino dico che la politica dei giovani va bene,ma per fare il salto di qualità abbiamo bisogno di gente già affermata,noi non siamo l’udinese.

LEAVE A REPLY